Il quotidiano inglese The Guardian ha pubblicato in esclusiva le analisi autoptiche effettuate dai medici legali incaricati dal governo turco sui corpi degli attivisti uccisi dall'esercito israeliano durante l'assalto alla Freedom Flotilla. I nove cadaveri portano i segni di almeno trenta di colpi d'arma da fuoco del calibro di 9 millimetri, sparati in molti casi da distanza ravvicinata, circa 45 centimetri, poco più della lunghezza di un avambraccio.
Ibrahim Bilgen, cittadino turco sessantenne, è stato colpito alla tempia, al petto, ai fianchi e alla schiena. Il cittadino statunitense Fulkan Dogan, di diciannove anni, è stato colpèito al volto, alla nuca, alle gambe e alla schiena.
Almeno cinque delle vittime sono state raggiunte da colpi alla schiena.
da PeaceReporter
Abbiamo un paese che è di parole, e tu parla, così che si conosca dove abbia termine il viaggio.”
Mahmud Darwish
sabato 5 giugno 2010
La «Rachel Corrie» vicina a Gaza
E' seguita da unita' da guerra israeliane e si teme arrembaggio
Roma 05 giugno 2010, Nena News
E’ ormai a breve distanza dalla costa di Gaza la nave pacifista, battente bandiera irlandese «Rachel Corrie», che in sfida al blocco israeliano, intende consegnare alla popolazione palestinese centinaia di tonnellate di merci e generi di prima necessità. L’arrivo a Gaza city potrebbe avvenire tra le 9 e le 10 italiane, se non ci saranno ostacoli.
Mineo, Ovadia e la comunità ebraica romana
Ho appena seguito l'intervista fatta da Mineo a Moni Ovadia. Devo dire che mi ha lasciato molte perplessità l'appello finale di "solidarietà", a prescindere, con la comuunità ebraica romana, perché si pretende sarebbe stata "aggredita" dai manifestanti romani in solidarietà con i pacifisti trucidati dalla marina israeliana.
venerdì 4 giugno 2010
"I morti sono almeno diciannove e ci hanno trattato come animali"
Il video sul rientro degli attivisti italiani sequestrati dalle forze armate israeliane sulla Freedom Flottilla
Gli attivisti e i marinai uccisi dagli israeliani sarebbero 19 e non 9.
Alcuni corpi gettati in mare. Dura denuncia al rientro in Italia
Alcuni corpi gettati in mare. Dura denuncia al rientro in Italia
Diciannove morti e molti gettati in mare. Nel blitz dell'esercito israeliano "ci sono stati almeno 19 morti e parecchi cadaveri sono stati buttati in mare" ha riferito Manolo Luppichini appena rientrato all'aeroporto di Ciampino, a Roma. "Ho la testimonianza delle infermiere che stavano sulla nave, parecchi cadaveri sono stati buttati in mare e ci sono 170 feriti alcuni dei quali in gravissime condizioni". L'attivista ha raccontato di essere stato picchiato nell'aeroporto dall'esercito israeliano: "siamo stati lasciati senza acqua, trattati come bestie". Al suo arrivo in Turchia fallisi ha raccontato che Luppichini è rimasto coinvolto in una "violenta discussione" con le forze di polizia israeliane. "Un ragazzo di origine palestinese di nome Osama si è messo a discutere con la polizia, sono cominciate a volare parole grosse e qualche sberla, a quel punto Manolo è intervenuto per difenderlo. I poliziotti lo hanno portato via", ha detto. "Quando stavamo per muoverci per l'aeroporto, io ho chiesto che fine avesse fatto Manolo, la polizia mi ha risposto che sarebbe arrivato di lì a poco e invece non l'ho più visto".
giovedì 3 giugno 2010
mercoledì 2 giugno 2010
Flottilla; cominciata espulsione attivisti
In totale sono 679, tra i quali sei italiani.
Nicaragua sospende rapporti con Israele.
Tel Aviv, 02 giugno 2010, Nena News
Israele espellerà, probabilmente tutti entro oggi, i 679 gli attivisti internazionali che ha sequestrato in mare nella notte tra domenica e lunedì al termine del sanguinoso assalto che ha compiuto contro sei navi della «Freedom Flotilla» diretta a Gaza, in cui sono rimasti uccisi nove civili (quattro dei quali turchi). Lo ha annunciato oggi il ministero degli esteri israeliano.
Nicaragua sospende rapporti con Israele.
Tel Aviv, 02 giugno 2010, Nena News
Israele espellerà, probabilmente tutti entro oggi, i 679 gli attivisti internazionali che ha sequestrato in mare nella notte tra domenica e lunedì al termine del sanguinoso assalto che ha compiuto contro sei navi della «Freedom Flotilla» diretta a Gaza, in cui sono rimasti uccisi nove civili (quattro dei quali turchi). Lo ha annunciato oggi il ministero degli esteri israeliano.
martedì 1 giugno 2010
2 giugno di nuovo in piazza
Vi aspettiamo alle due iniziative di mercoledì 2 giugno
- ore 10 in Piazza XX Settembre
- ore 15 in Piazza dell'Unità insieme con la "Parata delle bande musicali" che si muoverà fino a Piazza del Nettuno
in solidarietà con gli attivisti della Freedom Flottilla e, sempre, con la resistenza palestinese e per :
- L’IMMEDIATO RILASCIO DEGLI ATTIVISTI INTERNAZIONALI DELLA FREEDOM FLOTILLA SEQUESTRATI NELLE CARCERI ISRAELIANE
- L’IMMEDIATA INTERRUZIONE DEGLI ACCORDI DI COOPERAZIONE FRA ITALIA E ISRAELE
- BOICOTTAGGIO, DISINVESTIMENTO E SANZIONI CONTRO L’ECONOMIA DI GUERRA ISRAELIANA
- LA FINE DEL BLOCCO DI GAZA
Comitato Palestina Bologna
- L’IMMEDIATA INTERRUZIONE DEGLI ACCORDI DI COOPERAZIONE FRA ITALIA E ISRAELE
- BOICOTTAGGIO, DISINVESTIMENTO E SANZIONI CONTRO L’ECONOMIA DI GUERRA ISRAELIANA
- LA FINE DEL BLOCCO DI GAZA
Comitato Palestina Bologna
“SONO TURCO, PALESTINESE, GRECO, IRLANDESE: SPARAMI ADDOSSO! ISRAELE, VERGOGNATI!”
Flotilla; la Rachael Corrie naviga verso Gaza
La nave pacifista «Rachel Corrie» procede la sua navigazione verso Gaza decisa a sfidare il blocco navale israeliano, nonostante il bagno di sangue dell’altra notte sul traghetto turco «Marmaris» dove i soldati israeliani hanno ucciso nove attivisti della «Freedom Flotilla».
«La Rachel Corrie sta andando verso Gaza e non si fermerà. Siamo gente normale, molti di noi non sono nemmeno più giovani e certo molti sono spaventati, ma non ci fermeremo. Non portiamo armi, tutti a bordo ha firmato una dichiarazione che dice che non porta armi con sè. Se (gli israeliani,ndr) arrivano, ci stenderemo sul ponte della nave a mani alzate e ci faremo arrestare». Lo ha dichiarato a CNRmedia Mary Hughes, del coordinamento «FreeGaza».
Israele sostiene che sono due le imbarcazioni pacifiste che si stanno dirigendo verso Gaza e il vice ministro della difesa Matam Vilnai ha ribadito che le forze armate interveranno di nuovo. Stavolta però, spiegano i media israeliani, non verranno attuati blitz armati, come quello dell’altra notte sfociato in una strage, ma verranno usate tecnologia e altri sistemi, non meglio precisati per bloccare le navi.
«Non ci faremo intimidire – ha proclamato Hughes – loro hanno il potere, le armi, gli elicotteri, le navi da guerra, sappiamo che possono fermarci, che possono arrestarci e anche ucciderci, ma ogni volta che lo fanno scopriamo che ci sono sempre più persone che vogliono arrivare a Gaza. Continuiamo a ricevere telefonate di gente che ci chiede quando organizzeremo i prossimi viaggi ».
(Fonte:NenaNews)
Attacco a Flotilla. Bilancio: 9 attivisti uccisi, 45 feriti
Sono nove gli attivisti internazionali uccisi nella notte tra domenica e lunedì dai soldati israeliani che hanno assaltato le sei navi della «Freedom Flotilla» dirette a Gaza con un carico di 10mila tonnellate di aiuti umanitari. I feriti sarebbero 45, in maggioranza turchi, alcuni dei quali in gravi condizioni (Israele parla anche di sei soldati feriti). Lo Stato ebraico intanto, attraverso le dichiarazioni fatte dal vice ministro della difesa Matan Vilnai, riafferma che non lascera’ passare altre navi con aiuti umanitari diretti a Gaza, facendo capire, nonostante la strage avvenuta, non esitera’ ad usare ancora la forza.
Il bilancio di morti e feriti, più basso rispetto a quello diffuso inizialmente, è stato aggiornato ieri in tarda serata. Secondo la radio di stato israeliana, 48 delle centinaia di attivisti arrestati verranno espulsi al più presto e sono già stati trasferiti all’aeroporto «Ben Gurion» di Tel Aviv. Altre fonti hanno riferito che sei pacifisti greci sono gia’ stati espulsi e sarebbero arrivati ad Atene con un volo israeliano.
Tra gli arrestati ci sono anche lo scrittore svedese Henning Mankell, 62 anni, autore di libri gialli che hanno venduto decine di milioni di copie nel mondo e lo sceicco Raed Salah, leader del movimento islamico in Israele, rimasto gravemente ferito. La stampa israeliana riporta oggi che Salah, che si trovava a bordo del traghetto turco «Mavi Marmari», dove è avvenuta la strage dei 9 attivisti, è stato interrogato dai servizi di sicurezzae questa mattina e’ entrato in un’aula di tribunale per una udienza preliminare insieme ad altri due attivisti palestinesi con passaporto israeliano: Hasan Zaidan e Hamad Abu Abis.
Nel frattempo non ci sono ancora notizie sui sei italiani arrestati tra i quali Manolo Luppichini, Manuele Zani, Angela Lano e Giuseppe (Joe) Fallisi. Le autorità diplomatiche italiane in Israele hanno riferito soltanto che non sono rimasti coinvolti nello spargimento di sangue. Di loro non si sa altro. Oggi i familiati di Angela Lano, giornalista torinese e direttrice dell’agenzia Infopal, hanno lanciato un appello alla immediata liberazione di tutti gli attivisti della Freedom Flotilla perche’ ”perchè sequestrati in acque internazionali”. Secondo quanto riferito dalla famiglia, Angela Lano potrebbe essere trattenuta più a lungo poiche’ ha rifiutato di essere liberata ed espulsa sulla base della condizione imposta dagli israeliani, ossia l ‘ammissione di responsabilita’».
Intanto un portavoce dell’istituto carcerario israeliano ha comunicato che sono 610 e non 487 gli attivisti della Freedom Flotilla arrestati tra domenica e lunedi’ durante il blitz contro la Flotilla. Sono detenuti nel nuovo carcere del di Beersheba, sistemati in celle da due o quattro letti. Il portavoce del ministero degli esteri, Yigal Palmor, da parte sua ha aggiunto che fino a ora circa 50 attivisti hanno fornito la loro identità. Tutti gli altri, saranno sottoposti a interrogatori. Sulla base delle loro dichiarazioni, ha detto Palmor, Israele deciderà chi sarà deportato e chi invece accusato formalmente. In sostanza chi non firmera’ una dichiarazione di responsabilita’ (o colpevolezza) verra’ processato.
(Fonte:NenaNews)
Israele continua a mantenere top secret la situazione degli attivisti arrestati
Mentre la comunità internazionale insorge contro il sanguinoso raid israeliano la Polverini riceve l'ambasciatore di Tel Aviv in Italia
Lazio
L'ONU continua ad assicurare l'impunità ad Israele
Il Consiglio di sicurezza dell'Onu, riunito per oltre 12 ore, non condanna Israele ma soltanto condanna “l’incidente”, definendo così la strage compiuta all’alba di ieri dai militari israeliani contro i pacifisti internazionali. Al consiglio di sicurezza dell’Onu ha prevalso così la linea morbida-filo israeliana, indicata dagli Stati Uniti, rispetto alla posizione di ferma condanna espressa dalla Turchia che ha definito l’attacco della marina israeliana un atto di terrorismo di Stato, un atto di pirateria secondo il diritto internazionale. Il consiglio di sicurezza così ha partorito una risoluzione che lascia ancora una volta impunita la violenza e le continue violazioni delle leggi internazionali da parte di Israele. Anche la proposta di molti paesi arabi di revocare il blocco internazionale imposto alla popolazione di Gaza non è stata accolta all’interno del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che ha richiesto soltanto un'indagine indipendente sull'attacco contro la Freedom flottiglia e la liberazione immediata delle navi e dei circa 700 pacifisti detenuti da Israele.
da Foruma Palestina
RITIRO
Il bilancio di morti e feriti, più basso rispetto a quello diffuso inizialmente, è stato aggiornato ieri in tarda serata. Secondo la radio di stato israeliana, 48 delle centinaia di attivisti arrestati verranno espulsi al più presto e sono già stati trasferiti all’aeroporto «Ben Gurion» di Tel Aviv. Altre fonti hanno riferito che sei pacifisti greci sono gia’ stati espulsi e sarebbero arrivati ad Atene con un volo israeliano.
Tra gli arrestati ci sono anche lo scrittore svedese Henning Mankell, 62 anni, autore di libri gialli che hanno venduto decine di milioni di copie nel mondo e lo sceicco Raed Salah, leader del movimento islamico in Israele, rimasto gravemente ferito. La stampa israeliana riporta oggi che Salah, che si trovava a bordo del traghetto turco «Mavi Marmari», dove è avvenuta la strage dei 9 attivisti, è stato interrogato dai servizi di sicurezzae questa mattina e’ entrato in un’aula di tribunale per una udienza preliminare insieme ad altri due attivisti palestinesi con passaporto israeliano: Hasan Zaidan e Hamad Abu Abis.
Nel frattempo non ci sono ancora notizie sui sei italiani arrestati tra i quali Manolo Luppichini, Manuele Zani, Angela Lano e Giuseppe (Joe) Fallisi. Le autorità diplomatiche italiane in Israele hanno riferito soltanto che non sono rimasti coinvolti nello spargimento di sangue. Di loro non si sa altro. Oggi i familiati di Angela Lano, giornalista torinese e direttrice dell’agenzia Infopal, hanno lanciato un appello alla immediata liberazione di tutti gli attivisti della Freedom Flotilla perche’ ”perchè sequestrati in acque internazionali”. Secondo quanto riferito dalla famiglia, Angela Lano potrebbe essere trattenuta più a lungo poiche’ ha rifiutato di essere liberata ed espulsa sulla base della condizione imposta dagli israeliani, ossia l ‘ammissione di responsabilita’».
Intanto un portavoce dell’istituto carcerario israeliano ha comunicato che sono 610 e non 487 gli attivisti della Freedom Flotilla arrestati tra domenica e lunedi’ durante il blitz contro la Flotilla. Sono detenuti nel nuovo carcere del di Beersheba, sistemati in celle da due o quattro letti. Il portavoce del ministero degli esteri, Yigal Palmor, da parte sua ha aggiunto che fino a ora circa 50 attivisti hanno fornito la loro identità. Tutti gli altri, saranno sottoposti a interrogatori. Sulla base delle loro dichiarazioni, ha detto Palmor, Israele deciderà chi sarà deportato e chi invece accusato formalmente. In sostanza chi non firmera’ una dichiarazione di responsabilita’ (o colpevolezza) verra’ processato.
(Fonte:NenaNews)
Israele continua a mantenere top secret la situazione degli attivisti arrestati
Circa 480 passeggeri di cui 6 italiani della flottiglia assaltata ieri sono ancora trattenuti in prigione ad Ashdod; altri 48 saranno espulsi nella giornata. Mentre 45, per la maggior parte turchi, sono stati portati all’ospedale. I sei gli attivisti italiani sono in attesa della pronuncia di un tribunale essendosi opposti- come numerosi altri stranieri - a un immediato provvedimento amministrativo di rimpatrio. I sei potranno incontrare solo oggi i rappresentanti del Consolato italiano a Tel Aviv.
Il governo Israeliano ha imposto la censura su tutta l’operazione : non è ancora possibile avvicinare gli attivisti, così come rimane tutt’ora incerto il bilancio delle vittime che secondo fonti palestinesi si aggira a 19 morti, mentre per le autorità israeliane sarebbero 9.
Mentre la comunità internazionale insorge contro il sanguinoso raid israeliano la Polverini riceve l'ambasciatore di Tel Aviv in Italia
Lazio
Fa discutere la concomitanza dell'incontro tra la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini e l'ambasciatore israeliano in Italia proprio per in tutto il mondo si doffondevano le notizie e le condanne per il sanguinoso raid in acqua internazionali delle forze speciali israeliane contro gli attivisti della Flottiglia pacifista diretta a Gaza. Lunedi pomeriggio, presso la sede della Regione, l'ambasciatore d'Israele Ghideon Meir ha effettuato "una visita di cortesia" anche in vista dell'imminente viaggio del presidente Polverini in Israele, nell'ambito del progetto istituito dalla Regione Lazio per la Giornata della Memoria. Nel frattempo i due consiglieri regionali della Federazione della Sinistra (Nobile e Peduzzi) hanno annunciato una mozione per chiedere l'annullamento degli accordi commerciali bilaterali tra la Regione Lazio e il Matimop (ministero industria e commercio israeliano) siglati negli anni scorsi e che vede la regione lazio conferire centinaia di migliaia di euro all'economia di guerra israeliana. Il Forum Palestina denuncia come già da tempo fosse stato richiesto alle regioni italiane amministrate da giunte di centro-sinistra (Lazio, Emilia- Romagna, Toscana, Piemonte) di sospendere gli accordi bilaterali con le istituzioni israeliane per mandare un segnale preciso alle autorità di Tel Aviv contro la politica oltranzista e di apartheid verso i palestinesi.
L'ONU continua ad assicurare l'impunità ad Israele
Il Consiglio di sicurezza dell'Onu, riunito per oltre 12 ore, non condanna Israele ma soltanto condanna “l’incidente”, definendo così la strage compiuta all’alba di ieri dai militari israeliani contro i pacifisti internazionali. Al consiglio di sicurezza dell’Onu ha prevalso così la linea morbida-filo israeliana, indicata dagli Stati Uniti, rispetto alla posizione di ferma condanna espressa dalla Turchia che ha definito l’attacco della marina israeliana un atto di terrorismo di Stato, un atto di pirateria secondo il diritto internazionale. Il consiglio di sicurezza così ha partorito una risoluzione che lascia ancora una volta impunita la violenza e le continue violazioni delle leggi internazionali da parte di Israele. Anche la proposta di molti paesi arabi di revocare il blocco internazionale imposto alla popolazione di Gaza non è stata accolta all’interno del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che ha richiesto soltanto un'indagine indipendente sull'attacco contro la Freedom flottiglia e la liberazione immediata delle navi e dei circa 700 pacifisti detenuti da Israele.
LIBERAZIONE DEGLI ATTIVISTI DELLA FLOTTILLA!!!
RITIRO
DELL'AMBASCIATORE ITALIANO IN ISRAELE!!!
Gaza: Israele attacca navi dei pacifisti
da Limes
di Umberto De Giovannangel
I commandos hanno attaccato la nave della Freedom Flotilla a 64 chilometri dalla costa, in acque internazionali, ma presidiate dalla marina israeliana.
di Umberto De Giovannangel
I commandos hanno attaccato la nave della Freedom Flotilla a 64 chilometri dalla costa, in acque internazionali, ma presidiate dalla marina israeliana.
Riferimenti news attacco Freedom Flottilla
Ridimensionato il numero delle vittime: 9 - 10, non 19
Speriamo che il numero possa ulteriormente ridimensionato, ciò che ci preoccupa è che l'unica fonte in merito è Israele
35 persone ricoverate non si sa in quali condizioni
25 pare abbiano firmato il documento di espulsione
30 in carcere di Beersheba
di altri non si sa nulla!
Speriamo che il numero possa ulteriormente ridimensionato, ciò che ci preoccupa è che l'unica fonte in merito è Israele
SILENZIO sugli attivisti!!!
da comunicato di Filippo Landi su TG3 della notte:35 persone ricoverate non si sa in quali condizioni
25 pare abbiano firmato il documento di espulsione
30 in carcere di Beersheba
di altri non si sa nulla!
lunedì 31 maggio 2010
Contro l'attacco di Israele e in solidarietà con la Freedom Flottilla
Contro l’aggressione israeliana alla Freedom Flottilla e in concomitanza con le manifestazioni che si svolgevano in oltre 20 città italiane, anche a Bologna si sono spontaneamente riuniti alle 17 in Piazza Nettuno quasi un migliaio di persone di varie realtà politiche e sociali della città solidali con la Palestina. Un corteo spontaneo, partito da Piazza Nettuno, si è mosso per via Ugo Bassi per raggiungere Piazza Prefettura da cui si è fatto ritorno in Piazza Nettuno. È stato denunciato l’inaudito attacco militare israeliano in cui sono stati assassinati 19 attivisti internazionali delle imbarcazioni della Freedom Flottilla dirette a Gaza per portare aiuti umanitari; è stata espressa solidarietà ai 700 attivisti internazionali aggrediti e con la resistenza palestinese; è stato chiesto un serio intervento di condanna internazionale su Israele; ci si è dati appuntamento domani 1 giugno alla 19,00 al Festival sociale delle culture antifasciste in via Togliatti per un'assemblea cittadina e il 2 giugno alle 10 in Piazza Maggiore.
L’attacco terrorista israeliano in acque internazionali dovrebbe ormai lasciar da parte tutte le ipocrisie di chi ha sempre difeso e sostenuto la politica di occupazione, distruzione, massacri, apartheid e discriminazione messe in atto da Israele da oltre sessanta anni. È chiarissima del resto l’aggressività e l’arroganza di uno Stato che ha sempre agito nella consapevolezza della totale impunità a livello internazionale. Ultime dimostrazioni, giunte alla ribalta dei media, di tale arroganza vanno dal noto massacro di Gaza, allo sgombero dei palestinesi dalle loro case in Gerusalemme est, fino al recente rifiuto della firma dell’accordo di non proliferazione nucleare.
L’assassinio degli internazionali pesa sulla coscienza di Israele ma anche di tutti gli Stati che hanno avallato in silenzio, non solo il massacro di Gaza, ma anche il completo isolamento della Striscia di Gaza in cui le condizioni di sopravvivenza umiliano pesantemente la dignità umana. L’isolamento sta portando addirittura all’avvio della costruzione del Muro di acciaio sul confine tra la Striscia di Gaza e l’Egitto finanziato dagli Stati Uniti che isolerà materialmente questa striscia di terra ormai da anni definita prigione a cielo aperto.
Politici internazionali e italiani hanno preso le distanze dall’attacco ma ora ci aspettiamo che alle espressioni verbali di condanna seguano sanzioni internazionali contro Israele; chiediamo che l’Italia faccia pressione per l’attivazione di tali sanzioni e che interrompa tutte le collaborazioni con Israele. Chiediamo che aziende e istituzioni pubbliche, a partire dalla Regione Emilia Romagna, istituzioni accademiche, di ricerca interrompano le collaborazioni commerciali, scientifiche, culturali con Israele; invitiamo tutti al boicottaggio dei prodotti israeliani in solidarietà con la Freedom Flottilla e con la Resistenza Palestinese.
Immagini da ZIC:
http://www.zic.it/in- centinaia-al-presidio-in- piazza-maggiore-in- aggiornamento/
Immagini da ZIC:
http://www.zic.it/in-
x la palestina tutti in piazza!
FREEDOM FLOTILLA: MASSACRO ISRAELIANO NELLE ACQUE INTERNAZIONALI
Le 6 navi della Freedom Flotilla sono state attaccate dagli Israeliani verso le 5 di questa mattina. Il corrispondente di Al Jazeera riferisce di 16 morti e decine di feriti fra i passeggeri.
Gli squadroni della morte di Tel Aviv hanno assaltato le navi, che si trovavano a 150 chilometri dalla costa. Le navi sono state dirottate verso il porto israeliano di Haifa, anziché verso quello di Ashdod, originariamente previsto, perché i giornalisti in attesa non vedano quello che è accaduto.
Invitiamo tutte e tutti a scendere in piazza oggi stesso, in ogni città, per protestare contro lo Stato criminale di Israele e i governi complici, in solidarietà con gli attivisti internazionali sequestrati e con il popolo palestinese. A Bologna l’appuntamento è per le 17.00 in Piazza Nettuno
comitato palestina bologna
Le 6 navi della Freedom Flotilla sono state attaccate dagli Israeliani verso le 5 di questa mattina. Il corrispondente di Al Jazeera riferisce di 16 morti e decine di feriti fra i passeggeri.
Gli squadroni della morte di Tel Aviv hanno assaltato le navi, che si trovavano a 150 chilometri dalla costa. Le navi sono state dirottate verso il porto israeliano di Haifa, anziché verso quello di Ashdod, originariamente previsto, perché i giornalisti in attesa non vedano quello che è accaduto.
Invitiamo tutte e tutti a scendere in piazza oggi stesso, in ogni città, per protestare contro lo Stato criminale di Israele e i governi complici, in solidarietà con gli attivisti internazionali sequestrati e con il popolo palestinese. A Bologna l’appuntamento è per le 17.00 in Piazza Nettuno
comitato palestina bologna
domenica 23 maggio 2010
COOP e NORDICONAD interrompono la commercializzazione dei prodotti dei territori palestinesi occupati
Un importante risultato della campagna di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro l’apartheid israeliana
Comunicato stampa - 22 maggio 2010
A seguito della campagna di pressione della coalizione italiana contro la Carmel-Agrexco, due importanti catene italiane di supermercati, COOP e Nordiconad, hanno dichiarato la sospensione della vendita dei prodotti Agrexco, principale esportatore di prodotti agricoli da Israele e dalle colonie israeliane illegali nei Territori Palestinesi Occupati.Boicottaggio porta a porta, imprese dei coloni in rosso
di Michele Giorgio - GERUSALEMME
RAMALLAH - Campagna dell'Anp: palestinesi, non commerciate con i settler
«Questo boicottaggio è stupido e miserabile, i palestinesi devono interromperlo subito». Non è stato un capo dei coloni israeliani a pronunciare ieri parole tanto infuocate nei confronti della protesta che i palestinesi stanno attuando contro gli insediamenti ebraici costruiti in Cisgiordania (in violazione delle leggi internazionali) dopo l'occupazione militare nel 1967.Ad alzare la voce è stata Dalia Itzik, ex speaker della Knesset e attuale capogruppo del partito «centrista» Kadima, a conferma che il boicottaggio delle colonie e dei loro prodotti, avviato inizialmente dalla campagna popolare «Karame» (dignità) e poi adottato dall'Anp, si sta rivelando un efficace strumento di pressione economica nelle mani dei palestinesi.
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