“Abbiamo un paese che è di parole. E tu parla, che io possa fondare la mia strada pietra su pietra.
Abbiamo un paese che è di parole, e tu parla, così che si conosca dove abbia termine il viaggio.”

Mahmud Darwish

mercoledì 16 giugno 2010

MONDIALI: DIAMO UN CALCIO ALL’APARTHEID!

Mentre tutti gli occhi sono puntati sulle partite in Sudafrica una campagna chiede la fine dell’apartheid in Palestina.

Roma , 15 giugno 2010, (Nena News)
In concomitanza con la Coppa del Mondo di calcio in Sudafrica, è stata lanciata una campagna internazionale per mettere fine al sistema di apartheid nei Territori occupati palestinesi.

DEI BAMBINI MUOIONO A CAUSA DEI GANSTER DELLA BORSA

 ...."Se la Commissione Europea sospendesse per 15 giorni l’accordo di libero scambio, i generali israeliani tornerebbero immediatamente alla Ragione."...

da "Come don Chisciotte"

MICHEL COLLON INTERVISTA JEAN ZIEGLER
michelcollon.info/

Nei suoi libri, che hanno lasciato il segno sull’opinione pubblica, Jean Ziegler non ha mai smesso di denunciare il carattere assurdo e criminale delle politiche del capitalismo nei confronti dei popoli del terzo mondo. Egli è stato il referente speciale per il diritti all’alimentazione presso il Consiglio dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite, dal 2000 al 2008. Michel Collon l’ha intervistato a Ginevra sulla crisi, la Borsa, la fame, Obama, Israele…

Sinistra per Israele non mischi le carte in tavola

di Gustavo Pasquali *

Intervengo nel dibattito che si è aperto sulle pagine di Liberazione con l’articolo di Guido Caldiron del 6 giugno, sul successivo articolo di replica di Sergio Cararo per dire la mia in merito all’intervento di Massimo Chierici di Sinistra per Israele del 12 giugno.

Questo articolo, lo dico con estrema franchezza, non mi è piaciuto, perché non chiarisce nulla ed anzi genera confusione, una confusione che giova solo ad Israele ed al suo comportamento contro la legalità internazionale.

lunedì 14 giugno 2010

Un’aggressione al Diritto Internazionale


Mattias Gardell dopo il massacro a bordo del Mavi Marmara. Facciamo venire a galla la verità
da Aftonbladet, 8 giugno 2010

Israele ha violato ancora una volta il Diritto internazionale. Questa volta attraverso la pirateria sanzionata dallo stato: molto al di fuori dei confini del paese i militari israeliani hanno attaccato un convoglio umanitario che trasportava materiale di costruzione, impianti di desalinizzazione, generatori e materiale medico alla popolazione di Gaza rinchiusa nella striscia.

Casi di molestie sessuali su minori palestinesi

Accade nelle prigioni israeliane. Lo denuncia è di Defence For Children International. Ogni anno arrestati 700 ragazzi palestinesi processati in gran parte per lancio di sassi.

di Barbara Antonelli

Ramallah, 13 giugno 2010, Nena News
Ogni anno Israele arresta in media 700 minori palestinesi e li processa nelle corti militari. La maggior parte dei ragazzi arrestati subisce intimidazioni, violenze fisiche, maltrattamenti, sia prima che durante l’interrogatorio. L’accusa, nella quasi totalità dei casi, è di avere lanciato pietre.

domenica 13 giugno 2010

I «costi accessori» della Freedom flotilla


Michele Giorgio - il manifesto del 10 giugno 2010

USATA A TEL AVIV LA CARTA DI CREDITO CONFISCATA

Sequestrato in acque internazionali, portato a forza ad Ashdod, interrogato, maltrattato, sbattuto in cella e infine espulso senza complimenti . L'«esperienza» in Israele del fotoreporter Manolo Luppichini potrebbe fermarsi qui, ma con il passare dei giorni si arricchisce di nuovi particolari. Dopo aver visto soldati e poliziotti portargli via due telecamere e microfoni per un valore di 12mila euro - oltre alle immagini girate, soprattutto quelle delle ultime fasi della navigazione - il 31 maggio, poco prima dell'arrembaggio israeliano alle navi della Freedom Flotilla (costato la vita a nove civili turchi), Luppichini ora ha scoperto che qualcuno in Israele ha usato la sua carta di credito, confiscata come tutto il resto. Un danno di poco conto, poco più di 50 euro, ma aggiunge un tocco grottesco alla tremenda esperienza della «Flotilla». Era una carta di credito ricaricabile con dentro pochi spiccioli, un centinaio di euro in tutto, ma il fatto che qualcuno in Israele abbia pensato di fare shopping a spese di Luppichini lascia senza parole. Controllando i movimenti sulla carta, il fotoreporter ha scoperto che mentre lui era in manette nell'ufficio immigrazione dell'aeroporto Ben Gurion, qualcuno ha speso 10,5 shekel, poco più di un paio di euro, registrati come «Dually Vending - Tel Aviv». Il 3 giugno è stato rimpatriato a forza e messo su un aereo con la sottosegretario Stefania Craxi. Ma il 4 giugno la sua carta di credito ha registrato un'altra spesa in Israele: 52,61 euro, operazione registrata «R. M. Village Market Gedera», importo originario 240 shekel. Da non credere. La Free Gaza e le altre organizzazioni sponsor della Freedom Flotilla intercettata da Israele stanno indagando perché altri attivisti sequestrati in mare e poi messi in prigione hanno denunciato l'uso in Israele delle carte di credito confiscate.

Gli Stati Uniti accettano che sia solo Israele a condurre "l'inchiesta" sul massacro degli attivisti sulla nave diretta a Gaza


Gli Stati Uniti hanno dato il via libera alla commissione d'inchiesta israeliana per indagare sul sanguinoso raid contro la "Freedom Flotilla" al largo di Gaza. Lo riporta l'edizione online del quotidiano Haaretz precisando che in giornata il Primo ministro Benjamin Netanyahu annuncerà ufficialmente obiettivi e composizione della commissione che sarà chiamata a pronunciarsi anche sulla conformità del blocco israeliano nella Striscia al diritto internazionale. Israele attendeva da giorni l'assenso americano che è giunto dopo quattro giorni di consultazioni condotte dal vice presidente Joe Biden da parte Usa e dal ministro della Difesa Ehud Barak e dallo stesso Netanyahu da parte israeliana. Stando sempre ad Haaretz, sono stati gli Usa ad avere l'ultima parola sulla natura della commissione. Secondo anticipazioni del quotidiano, la commissione sarà presieduta da un ex giudice della Corte suprema e da giuristi israeliani specializzati in diritto internazionale oltre che da due osservatori stranieri, uno americano e uno europeo. Ieri Netanyhau aveva assicurato che la commissione indagherà sia sull'operato dei militari e del governo israeliano ma anche sul comportamento tenuto dagli attivisti a bordo della flottiglia. La commissione dovrà inoltre stabilire se l'intervento israeliano in acque internazionali sia stato legale.
da Forum Palestina

sabato 12 giugno 2010

La mortale chiusura mentale di Israele



di Ilan Pappè

E’ improbabile che il declino della reputazione israeliana dopo il brutale attacco alla Flotta di Gaza influenzi davvero i leader del paese.

Ehud Barak e Benjamin Netanyahu sono due delle figure di maggiori spicco nel sistema politico e militare israeliano. Ci sono loro due dietro al tremendo attacco alla “flottilla” che ha scioccato il mondo ma che sembra essere considerato da tutta l’opinione pubblica come un semplice atto di legittima difesa.

venerdì 11 giugno 2010

Appello dei sindacati palestinesi. Bloccate il carico e lo scarico delle navi israeliane


Comunicato stampa. Palestinian General Federation of Trade Unions, General Union of Palestinian Workers, Federation of Independent Trade Unions, Palestinian Professionals Association, Youth Workers Movement, Central Office for the Workers Movement, Progressive Workers Block, Workers Unity Block, Workers Struggle Block, Palestinian Federation of Unions of University Professors and Employees, Workers Libration Front, Labor Front Block, Workers Solidarity Organization, Workers Struggle Organization, 7 June 2010
da Electronic intifada

Sheikh Jarrah: palestinesi senza casa tra 45 giorni

Le famiglie Kanabi and Siyam-Idkadk si vedranno occupare l’abitazione dai coloni israeliani.


di Barbara Antonelli

Gerusalemme Est 09 giugno, Nena News

Da 42 anni, Karim Siyam-Idkadk vive con sua moglie, due figli e la madre vedova nella sua casa di Sheikh Jarrah, a Gerusalemme Est, ma un avvocato israeliano gli ha consegnato una notifica di sfratto esecutivo, per conto della compagnia legale Eitan Gabay. Se non lasceranno la loro casa entro 45 giorni, dovranno pagare una multa di 350 shekels al giorno alle autorita’ israeliane e subiranno lo sfratto forzato da parte della polizia.

Boicotta Israele!!!

Libano: Placebo, no grazie!

martedì 8 giugno 2010

Israele Stato terroristico


di Cinzia Nachira

L’assalto portato dalle truppe d’élite della marina militare israeliana contro la nave ammiraglia della Freedom Flotilla e alle altre cinque navi, in rotta verso Gaza assediata, ha due possibili definizioni, entrambe adeguate: terrorismo di Stato e pirateria internazionale.

Sulla Palestina e la guerra sono altri i circoli viziosi da rompere

Una replica all’articolo di Guido Caldiron su Liberazione del 6 giugno

di Sergio Cararo *

Il seguente intervento è stato inviato con richiesta di pubblicazione al direttore di Liberazione. (S.C.)

Intendo esprimere apertamente dissenso sull’articolo di Guido Caldiron pubblicato su Liberazione di Domenica 6 giugno. Le tesi espresse nell’articolo non sono nuove e rischiano di riprodurre dentro il movimento di solidarietà con la Palestina e il movimento No War lacerazioni e polemiche già vissute e - come era facilmente prevedibile – hanno trovato immediata sponda in Pigi Battista sul Corriere della Sera di oggi.

domenica 6 giugno 2010

L'intervista a Manolo Luppichini su Radio CIttà del Capo

Intervista del documentarista Manolo Luppichini che ha partecipato alla Freedom Flotilla.


Watch live streaming video from rcdc at livestream.com

“Porteremo Israele di fronte ai tribunali internazionali. E siamo determinati a ritornare a Gaza”

Intervista a Angela Lano, di ritorno dalla Freedom Flotilla


di Mila Pernice *

Buongiorno Angela e grazie della disponibilità, sappiamo che sei contattata da tanti giornalisti e agenzie di stampa in queste ore.
Si, è un continuo… ma va bene così, perché più si parla della situazione a Gaza e dei crimini israeliani, più la Freedom Flotilla ha raggiunto uno degli obiettivi..
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