Abbiamo un paese che è di parole, e tu parla, così che si conosca dove abbia termine il viaggio.”
Mahmud Darwish
sabato 19 febbraio 2011
corso di arabo
Gli arabi insegnano...
Il sabato pomeriggio presso HUB,
via serra 2/G - Bologna
CORSO DI LINGUA ARABA CLASSICA
con insegnante madre lingua
Per informazioni scrivi a:
comitatopalestinabologna@gmail.com
COMITATO PALESTINA BOLOGNA
venerdì 18 febbraio 2011
giovedì 17 febbraio 2011
Boicottiamo l'economia di guerra e di Apartheid ....Livorno 2011
La manifestazione è stata indetta dall'UDAP nell'ambito della campagna Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni contro la politica di Israele (vedi appello manifestazione)
martedì 15 febbraio 2011
l'inno rap della rivoluzione egiziana
“Voglio la mia nazione libera dall’oppressione, voglio la mia nazione libera dal male». È uno dei versi del brano ‘Not Your Prisoner’, del gruppo egiziano Arabian Knightz, che spopola tra i manifestanti che da giorni protestano contro il presidente Hosni Mubarak. «Voglio la mia nazione libera dalle ingiustizie, voglio la mia terra e la terra degli arabi», canta il gruppo egiziano in quello che è stato ribattezzato il “rap della rivoluzione”. Scritta appositamente come colonna sonora delle proteste anti-Mubarak, la canzone è stata diffusa sul web con un video in cui scorrono le immagini delle manifestazioni di piazza e della violenta repressione dei giovani attivisti. Per il “rap della rivoluzione”, il gruppo egiziano si è avvalso di una serie di collaborazioni prestigiose, tra cui quella della rapper anglo-palestinese Shadia Mansour. Il gruppo Arabian Knightz, che ha composto anche altre canzoni dedicate alla rivolta di questi giorni contro il regime tra cui una dal titolo emblematico ‘Rebel’, ha annunciato che nei prossimi giorni si esibirà con il suo rap ‘Not Your Prisoner’, con testo in parte in arabo e in parte in inglese, in Piazza Tahrir al Cairo, epicentro delle proteste contro Mubarak.
(Fonte: Nena News)
Rafah chiusa per i moti egiziani, la Striscia bombardata e privata di un magazzino medico chiave. Situazione sempre più grave a Gaza
di Vittorio Arrigoni
Sotto l'effetto dell'ipnosi collettiva dell'intifada egiziana che al-Jazeera instancabilmente proietta da giorni in tutti i caffè della Striscia assediata, ho sognato ad occhi aperti sei milioni di arabi nella Palestina storica, marciare all'unisono compatti e pacifici verso una Gerusalemme liberata, per riprendersi i diritti umani violati da un Mubarak che parla ebraico.
Sotto l'effetto dell'ipnosi collettiva dell'intifada egiziana che al-Jazeera instancabilmente proietta da giorni in tutti i caffè della Striscia assediata, ho sognato ad occhi aperti sei milioni di arabi nella Palestina storica, marciare all'unisono compatti e pacifici verso una Gerusalemme liberata, per riprendersi i diritti umani violati da un Mubarak che parla ebraico.
lunedì 7 febbraio 2011
Se cade l'Egitto. Trema il sistema dei regimi arabi
La rivoluzione egiziana è scoppiata improvvisa e inaspettata, cogliendo impreparati i principali attori del panorama politico internazionale malgrado i segnali premonitori che erano giunti dalla Tunisia, dove un regime fino a quel momento considerato fra i più stabili del mondo arabo è crollato nel giro di poche settimane, travolto da una sollevazione popolare che ha assunto forme nuove ed in precedenza sconosciute nella regione.
domenica 6 febbraio 2011
Un sogno realizzato che può cambiare molte cose in Medio Oriente
Nei mesi scorsi, mentre centinaia di attivisti cercavano di perforare l’assedio di Gaza forzando sul valico egiziano di Rafah, in molti avevano toccato con mano come il controllo imperialista USA e israeliano sull’area avesse nell’Egitto di Mubarak uno dei suoi maggiori punti di forza.
L’Egitto del perenne stato d’emergenza (in vigore dal 1981), in questi decenni aveva assicurato la copertura politica e militare a Israele dentro il mondo arabo e sulla sua frontiera occidentale. La complicità con l’assedio dei palestinesi a Gaza è stato solo l’ultimo esempio di questa funzione.
Un giorno di solidarietà con la rivolta egiziana a Ramallah
Comunicato Stampa: manifestazioni nella Palestina occupata in solidarietà con
Egitto e Tunisia
Ramallah, 5 Febbraio 2011
Più di due mila persone radunate oggi nel centro di Ramallah a piazza Al-Manara in solidarietà con le rivolte popolari in Egitto e Tunisia, reclamano libertà, giustizia sociale, democrazia e diritti umani.
Manifestazione parallela si è svolta a Betlemme e a Nazareth. Manifestazioni precedenti sono state organizzate da attivisti palestinesi a Tel Aviv, Ramallah e Gaza.
L'insurrezione d'Egitto e le sue implicazioni per la Palestina
di Ali Abunimah *
Siamo nel bel mezzo di un terremoto politico nel mondo arabo e la terra non ha ancora smesso di tremare. Azzardare previsioni quando gli eventi sono così mutevoli è rischioso, ma non c'è dubbio che la rivolta in Egitto - comunque si concluderà - avrà un impatto radicale in tutta la regione e nella stessa Palestina.
Siamo nel bel mezzo di un terremoto politico nel mondo arabo e la terra non ha ancora smesso di tremare. Azzardare previsioni quando gli eventi sono così mutevoli è rischioso, ma non c'è dubbio che la rivolta in Egitto - comunque si concluderà - avrà un impatto radicale in tutta la regione e nella stessa Palestina.
Boicottiamo l’economia di guerra e di apartheid dello stato di Israele

SABATO 12 FEBBRAIO 2011, alle ore 14.00
INIZIATIVA NAZIONALE A LIVORNO
AL TERMINAL PASSEGGERI DI FRONTE A PIAZZA DEL LUOGO PIO
PORTO CHE OGNI MESE VEDE APPRODARE DECINE DI NAVI MERCANTILI ISRAELIANE
La lista delle compagnie italiane che commerciano con le compagnie e lo Stato di Israele
Un grave errore da correggere
L’ unica cosa peggiore dell’ingiustizia è il tentativo di mascherarla.
di Rifat Odeh Kassis
Questa è stata la mia prima reazione ad un articolo pubblicato su Zenit.com: “ Il Rabbino visita Benedetto XVI”, che descrive l’incontro tra il Papa ed il Rabbino Shlomo Riskin ( capo rabbino dell’insediamento illegale di Efrat, Cisgiordania ), avvenuto per ‘informare’ Sua Santità del lavoro del Centro per la reciproca Comprensione e Cooperazione tra Ebrei e Cristiani (CJCUC). Tra gli obiettivi di questo Centro ci sono sia quello di mettere in collegamento cristiani ed ebrei, dirigenti religiosi e membri di queste comunità religiose in “ dialogo”, che di trovare modi per alleviare la povertà dei cristiani di Terra Santa.
di Rifat Odeh Kassis
Questa è stata la mia prima reazione ad un articolo pubblicato su Zenit.com: “ Il Rabbino visita Benedetto XVI”, che descrive l’incontro tra il Papa ed il Rabbino Shlomo Riskin ( capo rabbino dell’insediamento illegale di Efrat, Cisgiordania ), avvenuto per ‘informare’ Sua Santità del lavoro del Centro per la reciproca Comprensione e Cooperazione tra Ebrei e Cristiani (CJCUC). Tra gli obiettivi di questo Centro ci sono sia quello di mettere in collegamento cristiani ed ebrei, dirigenti religiosi e membri di queste comunità religiose in “ dialogo”, che di trovare modi per alleviare la povertà dei cristiani di Terra Santa.
Gaza: Buffer Zone?

di Silvia Todeschini
Dalla fine di dicembre i casi di civili assassinati dalle forze di occupazione israeliane si sono intensificati. Prima di questo periodo erano frequenti i casi di persone colpite da proiettili alle gambe, con le ossa maciullate, ma ancora vive. Esiste un comunicato, rilasciato dall'entità sionista, in cui si dichiara che qualunque civile presente nella buffer zone viene considerato come copertura per i combattenti palestinesi.
Gerusalemme est: arrivano i pastori belgi a difesa dei coloni
La moda attuale dei coloni di Sheikh Jarrah è comprare un cane da difesa, per proteggere le abitazioni sottratte alle famiglie palestinesi. Dietro il business c'è un'organizzazione religiosa della destra nazionalista
martedì 1 febbraio 2011
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